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Per provare a capire
Paola ha quasi 30 anni e quando era piccola le è stato diagnosticato un disturbo molto grave dello spettro autistico e non parla.
A dir la verità lei anche parla una sua lingua... ma siamo noi che non riusciamo a capirla!
E’ stato difficile accettare questa diagnosi, accettare di non poter entrare in contatto con mia figlia, di lasciarla vivere nel suo mondo, di non riuscire a creare un rapporto con lei.
Ma non è vero che non si può! Lei comprende il nostro mondo e ci interagisce quando le interessa, siamo noi che non siamo capaci di entrare nel suo!
Per questo ho sempre cercato di mettermi nei suoi panni per capire cosa le piace e cosa la fa stare bene e attraverso questo cercare di entrare in contatto con lei.

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Ho cercato di farlo attraverso tutti i sensi e così ho scoperto che il suo udito è molto sensibile, percepisce suoni che a noi sfuggono. Adora la musica, quasi tutta, purché ci sia armonia e la innervosiscono  situazioni rumorose in modo caotico.
Usa il tatto per “sentire” il mondo. Così gratta, strappa, batte  e sbriciola tutto per sentire le vibrazioni e le sensazioni che le ritornano. Infatti ama molto le coccole e i massaggi e non è per niente infastidita dal contatto fisico, come invece mi aveva insegnato il film “Rain Man” !
Sull’olfatto non sono riuscita a scoprire molto ma ci sono certi odori che sicuramente la rilassano e non so se perché sono di per sé rilassanti o perché le fanno tornare in mente situazioni piacevoli.
Il gusto si basa più sulla consistenza dei cibi che sul loro sapore, anche se predilige il salato al dolce, ma l’importante è che sia croccante, non troppo morbido ma soprattutto non appiccicoso.

La sua vista deve essere un po' diversa dalla nostra perché la spaventano le visioni con diverse profondità, se non sono ben chiari i limiti e se la fine di un piano si confonde con l’inizio dell’altro le creano una specie di vertigine.

Mentre i nostri sensi finiscono qui credo che Paola ne abbia uno in più perchè riesce a percepire le persone per come sono realmente dentro e non come si atteggiano fuori. È come se la sua vista le consentisse di vedere anche dentro le persone e si confonde quando cio’ che vede nel profondo non corrisponde con l’apparenza esterna.
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Per lei sono insignificanti i comportamenti sociali, non riesce a decifrarli e quindi va dritta alla sostanza di chi incontra.

È forse per questo che riesce a farsi comprendere anche da chi non la conosce e non ha mai visto. Quando questo succede mi sembra qualcosa di fantastico se solo penso che non sa parlare e che fino a 6 anni non sapeva indicare ciò che desiderava.

Le piace l’acqua e tutto ciò che può fare con essa, immergersi per sentire il suo tocco sulla pelle o schizzare per sentire che rumori produce.
Le piacciono la palla, che chiama in modo diverso a secondo del suono che provoca (“tanna” è quella di calcio e “tutum” è quella di basket) e la carta che strappandola e stropicciandola in mille coriandoli e striscioline riuscendo a farla quasi suonare.
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Ama gli animali in genere e ne riproduce il verso ma presumo che preferisca i delfini e i cavalli, perché sono gli unici a cui ha dato anche un nome (deh e ianial). Tra i personaggi dei fumetti adora Titti e Pikaciù (ciu ciu).

Tutte le terapie che ha fatto sono state scelte puntando proprio alle cose che le piacciono per cercare di attirare la sua attenzione e così ha fatto musicoterapia, ippoterapia, psicomotricità in acqua e ha scoperto che le piace dipingere.
Così abbiamo deciso di  coltivare questo suo modo di esprimersi.

Quando ha voglia di colorare lo fa capire mostrando gli strumenti e allora le faccio scegliere i colori e con cosa dipingere.
I colori sono abbinamenti cromatici piacevoli e le tonalità variano a seconda del suo umore o del tempo meteorologico.
A seconda se ha scelto pennelli, spatole o spugne le preparo i colori e poi lei comincia e  non si ferma finché non ha riempito tutti gli spazi.
Di solito devo preparare più tele contemporaneamente perché non ha pazienza di aspettare che i colori si asciughino e allora parte come in catena di montaggio.

Dipinge senza guardare, attenta a cosa le succede attorno, ma con la sua visione laterale, in realtà, controlla quello che sta facendo.

Quando si stanca, che abbia finito o meno, se ne va; però ho notato che quando vede i suoi quadri li indica, a mio avviso, con un senso di orgoglio… come a dire...questo l’ho fatto io!

Con questa mostra  desideriamo darle la soddisfazione di mostrare le sue opere a tante persone ma anche, e soprattutto, perché a casa non abbiamo più pareti libere dove metterle e perché così anche gli amici si potranno portare a casa uno spicchio della visione del mondo di Paola.
Con la pandemia e l’isolamento abbiamo tutti provato qualcosa di molto simile a ciò che lei prova da sempre; abbiamo vissuto chiusi nel nostro piccolo mondo di casa, abbiamo avuto difficoltà ad avere contatti con gli altri anche se solo per motivi tecnici (magari perché non c’era linea per la videochiamata, perché non sapevamo usare gli strumenti, perché con la mascherina e i guanti non ci possiamo esprimere bene, perché non possiamo usare tutta la comunicazione non verbale, abbracci, carezze!).
Insomma siamo stati tutti un po' autistici e ora, forse, ci sarà più facile immaginare il mondo di Paola!